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Non c’è cura senza empatia - philoshow a porto san Giorgio
Data pubblicazione : 30/11/2019

Il Potere dell’Empatia”, lo spettacolo filosofico musicale andato in scena venerdì 29 novembre 2019, ha segnato la prima volta di PopsophiaPorto San Giorgio. Un debutto che ha visto il Teatro Comunale affollarsi di centinaia di persone dall’intera regione. 

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Il Potere dell’Empatia”, lo spettacolo filosofico musicale andato in scena venerdì 29 novembre 2019, ha segnato la prima volta di PopsophiaPorto San Giorgio. Un debutto che ha visto il Teatro Comunale affollarsi di centinaia di persone dall’intera regione. Come spiegano i promotori, “un’affluenza nettamente superiore alla capienza del bellissimo spazio e delle nostre aspettative. Ci scusiamo quindi se qualcuno è dovuto rimanere fuori. L’iniziativa - hanno aggiunto - ha con pochissimo preavviso e promozione ricevuto una risposta enorme, con numeri ed entusiasmo che non hanno avuto precedenti”.

 

La serata si è aperta con il saluto del dottor Gianni Giuli, coordinatore dei servizi sociosanitari regionali per le dipendenze dell'Asur Marche. Giuli, nei giorni scorsi, ha subìto un’aggressione mentre era al lavoro, al Sert di Macerata, colpito alla testa con un martello da un paziente. 

 

Oggi parliamo di empatia - ha detto Giuli, ricevendo un lungo applauso -. Quando ho riaperto i cellulari dopo questo fatto, ho trovato 180 messaggi di incoraggiamento, molti da parte di miei pazienti. Ecco, quello che ho letto nei loro messaggi è il segno di una relazione forte, che non finirà. Una relazione prima terapeutica, ma che è anche empatica. Altrimenti non potremmo curare”. 

 

Ospite della serata il filosofo Simone Regazzoni, che ci ha introdotto alla filosofia dell’allenamento. Nella Grecia Antica la cura veniva vista non solo come armonia, ma anche come processo di costituzione della soggettività. Uno stato che non deve escludere nessuna passione, “perché prendersi cura significa aprirsi a tutti i sentimenti, anche alla rabbia”, ha ammesso. Col tempo la filosofia ha acquistato connotazioni accademiche e trascendenti, allontanandosi dal corpo. Negli anni Ottanta del Novecento, il filosofo Michel Foucault le ha restituito la sua connotazione originaria: la cura di sé. Nella cultura greca l’uomo è “soggetto con mente incorporata, e la cura di sé non è solo spirituale, ma fisica - ha detto Regazzoni -. Mente e corpo vanno messi in gioco, allenandosi per essere all’altezza di tutte le sfide. Il filosofo è un combattente, un lottatore”. Non a caso, la filosofia platonica nasce in palestra, dove lotta e dialogo coesistono.

 

“È difficile far interagire la dipendenza con la spettacolarizzazione di tematiche così complesse - ha aggiunto Lucrezia Ercoli-. La dimensione della terapia è un corpo a corpo, che si porta dentro un carico emotivo difficile e ampio. Abbiamo iniziato con un paziente che ferisce un medico e con un medico che,  nonostante ciò, continua il suo lavoro attraverso l’empatia, anche se questa implica sofferenza. La filosofia nel nostro spettacolo si pone al di là della pedagogia autoritaria, che vuole dare ricette e soluzioni. Essa deve tornare ad essere un pharmakon. Consapevoli che, come ci suggerisce l’etimologia greca, il farmaco è sempre duplice: una medicina che avvelena, un veleno che guarisce. È importante quindi prendersi cura di sé, consci che la panacea che cura tutto non esiste”.

 

Magistrale e coinvolgente, come sempre, l’interpretazione dell’ensemble Factory, diretta da Matteo Moretti. La band di Popsophia ha saputo convertire le tensioni alla base di un tema così complesso in una scarica immersiva di energia. Da “Born to Run” di Bruce Springsteen a “Mad World” dei Tears for Fears, senza dimenticare “La cura” di Franco Battiato. Azzeccate ed evocative le immagini e i riferimenti audiovisivi che hanno incorniciato lo show, con la regia tecnica di Riccardo Minnucci e la regia di Marco Bragaglia: tra l’empatia di Patch Adams e il cinismo di Dottor House

 

Lo spettacolo filosofico musicale di Popsophia ha concluso il convegno “La Grande Sfida – dipendenze e azzardo patologico, prospettive di cura e prevenzione nelle Marche” promosso da ORME (Organizzazione Regione Marche Enti Accreditati) e dalla comunità “La Speranza” col patrocinio della Regione Marche, dell'Asur, del Comune di Porto San Giorgio e della Provincia di Fermo. 

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