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Grande successo per la prima giornata del Festival di Popsophia "Vietato vietare"
Data pubblicazione : 07/07/2018

L’inaugurazione dell’edizione pesarese del Festival Popsophia di venerdì 6 luglio ha visto una Rocca Costanza gremita di un pubblico attento e partecipe giunto anche da fuori regione nonostante le avverse condizioni meteo.

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L’inaugurazione dell’edizione pesarese del Festival Popsophia - venerdì 6 luglio - ha visto una Rocca Costanza gremita di un pubblico attento e partecipe giunto anche da fuori regione nonostante le avverse condizioni meteo.

“In queste giornate analizzeremo il ’68, un momento storico di grandi cambiamenti i cui effetti hanno inciso in maniera profonda nella società e che rappresenta un tema di grande attualità” - dichiara in apertura il sindaco Matteo Ricci. Il consigliere regionale Andrea Biancani aggiunge “Ringraziamo Popsophia per la grande innovazione culturale che continua a offrire alla città. In pochi anni il festival è diventato uno degli eventi più importanti della nostra stagione culturale. Per questo auspichiamo che il legame con la città Pesaro sia ancora duraturo”

L’edizione di quest’anno è stata dedicata alla memoria di una grande filosofa e cara amica di Popsophia scomparsa recentemente, Monia Andreani, ricordata in apertura dalle parole del filosofo Salvatore Patriarca.

Sulle struggenti note di “Je ne regrette rien” di Edith Piaf che fanno da sottofondo al video iniziale in cui vengono mostrati gli scontri dei contestatori, si dà il via alla serata che ha come protagonisti i giovani del ’68 che nella loro vulnerabilità sono decisi a testimoniare la loro libertà di parola.

La serata è stata introdotta dalla Lectio pop “Sesso libero” della caporedattrice del quotidiano “Il Dubbio”, Angela Azzaro: “Le donne hanno deciso di ribellarsi a un mondo in cui non avevano diritto di parola, a partire dalle questioni legate al corpo e alla sessualità. Una rivendicazione iniziata negli anni ’70 e che non è terminata”.

Da Aretha Franklin ai Pink Floyd, da Jimi Hendrix ai Nirvana, il Philoshow “Noi siamo i giovani”, inedito spettacolo filosofico-musicale ideato dalla direttrice artistica Lucrezia Ercoli, con la regia e i video di Marco Bragaglia e con le performance live della band Factory, ha raccontato le inquietudini, i desideri e le paure dei giovani di ieri e di oggi.

Il filosofo Simone Regazzoni ha raccontato il disconoscimento dei giovani sessantottini nei confronti della polverosa filosofia accademica: “La filosofia che crea un punto d’incontro con i giovani è quella che mette in gioco tutto ciò che ci è dato sapere. La generazione del ‘68 ha sperimentato percorsi mai battuti perché senza rivoluzione, prima di tutto quella interna dell’anima, non c’è esperienza filosofica.”

Dopo il Late Night Video “The dreamers” di Davide Lupi e Giorgio Leggi, con originalissime testimonianze video della cultura giovanile di quegli anni, la serata si è conclusa con l’intervento di Andrea Minuz sul ’68 distopico, da “2001, odissea nello spazio” a “Il pianeta delle scimmie”.

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