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CINESOPHIA RACCONTA IL MISTERO DELL’ADOLESCENZA - Inaugurato tra la folla il Festival della Filosofia del Cinema
Data pubblicazione : 24/02/2018

Grande entusiasmo del pubblico per un nuovo inedito spettacolo filosofico-musicale di Popsophia: “Non ti libererai di me, l’adolescenza da Fanny e Alexander a Chiamami col tuo nome” ideato e diretto da Lucrezia Ercoli con gli interventi del filosofo Simone Regazzoni.

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La prima giornata di Cinesophia, il festival nazionale interamente dedicato alla Filosofia del Cinema che il Comune Ascoli Piceno ha organizzato insieme all’Associazione Popsophia e all’Ufficio Scolastico Provinciale, ha colto nel segno. A dimostrarlo è stato il grande afflusso, dal pomeriggio fino a tarda notte, di pubblico proveniente anche da oltre i confini regionali, che ha aderito con entusiasmo alla proposta culturale e alla creatività del progetto prendendo parte al nuovo viaggio filosofico tra cinema e cultura pop.

Particolarmente soddisfatte le autorità, che hanno inaugurato la seconda edizione del festival: “Cinesophia è un’occasione importante per la città di Ascoli Piceno – ha dichiarato il sindaco, Guido Castelli – ma lo è anche e soprattutto per i ragazzi, poiché li aiuta ad esercitare lo spirito critico, a non dare nulla per scontato, a prendere parte all’alternanza scuola-pensiero”.

Il giornalista Andrea Panzavolta ha aperto i lavori con un intervento volto a ripercorrere l’opera del maestro svedese Ingmar Bergman: in un percorso filosofico iniziato da Fanny e Alexander, proseguito con la biografica “Lanterna magica”, approdato infine all’inedito racconto sulla passione di Gesù che scrisse per la Rai negli anni ‘70. Il pomeriggio di Popsophia ha lasciato poi il palco alla rassegna Contaminazioni insieme a Cesare Catà; “Il posto delle fragole” si è unito idealmente a “La La Land”, Jung, Shakespeare, Walt Disney e Julie Andrews grazie al filo conduttore del sogno, dell’inconscio, dell’ancoraggio spietato della realtà che impregna la vita di nostalgia: “Il posto delle fragole di Bergman è la storia di tutti noi che come esseri umani dobbiamo fare i conti con il nostos, il ritorno, e soprattutto con l’algos, ovvero il dolore e la nostalgia”. Il filosofo Adriano Fabris ha concluso gli appuntamenti pomeridiani con un intervento incentrato sull’opera più conosciuta e iconografica del maestro svedese “Il settimo sigillo”: “Nell’opera l’incontro del cavaliere Sydow con la morte costringe tutti noi a pensare e a interrogarci in merito alla vita che abbiamo trascorso”.

Grande entusiasmo del pubblico per un nuovo inedito spettacolo filosofico-musicale di Popsophia: “Non ti libererai di me, l’adolescenza da Fanny e Alexander a Chiamami col tuo nome” ideato e diretto da Lucrezia Ercoli con gli interventi del filosofo Simone Regazzoni. Insieme alle incursioni musicali della band Factory e le letture teatrali di Pamela Olivieri, lo spettacolo ha raccontato l’età della vita più ricca di suggestioni, felicità, paure; un momento di transizione che cambia e modifica radicalmente i connotati caratteriali e sentimentali di ciascuno di noi: “La gioventù è contemporaneamente forza e debolezza: il giovane può essere quello che vuole ed egli stesso deve trovare la sua voce, la propria singolarità”. Insieme sullo stesso palco Harry Potter e River Phoenix, Undici e Dawson’s Creek, Nirvana, Pink Floyd, Wes Anderson e Donnie Darko.

 

Ma il Teatro Ventidio Basso già si prepara alla seconda giornata. Si partirà alle 16.30 con il filosofo e preside della facoltà di Filosofia dell’Università San Raffele, Roberto Mordacci, che parlerà del maestro del cinema italiano, Federico Fellini, a partire dalla sua onirica opera autobiografica 8 ½. Proseguirà alle 17.30 il critico cinematografico Andrea Minuz con “Dell’incantamento, Fellini e il motivo dello sguardo”. Il giornalista Marcello Veneziani concluderà il pomeriggio, con un’inedita visione del cinema felliniano a partire dalla penna dolce amara del suo sceneggiatore prediletto Ennio Flaiano con “Flaiano e il disincanto felliniano, note a margine de La dolce vita”. Alle 21.30 il mondo del cinema si trasforma in Philoshow: lo spettacolo “Il sogno, l’esistenza lucidamente onirica da Amarcord a Inception” vedrà gli interventi di Umberto Curi alternarsi con i video di Marco Bragaglia, le letture teatrali di Pamela Olivieri e i brani musicali della band di Popsophia Factory.

 

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

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