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LA QUARTA SERATA - FUGA DALLE ILLUSIONI
Data pubblicazione : 16/07/2017

Sabato 15 luglio gli accostamenti in contraddizione, che Popsophia sceglie come chiave interpretativa del presente, sono stati assorbiti e fagocitati da un pubblico ormai avvezzo alla sperimentazione. Ricerca ed esercizio, che la filosofia rovescia nella cultura pop, affascinano una platea sempre più presente e mai sazia del nutrimento che a Rocca Costanza ormai da sette edizioni può contare di trovare. 

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Sabato 15 luglio gli accostamenti in contraddizione, che Popsophia sceglie come chiave interpretativa del presente, sono stati assorbiti e fagocitati da un pubblico ormai avvezzo alla sperimentazione. Ricerca ed esercizio, che la filosofia rovescia nella cultura pop, affascinano una platea sempre più presente e mai sazia del nutrimento che a Rocca Costanza ormai da sette edizioni può contare di trovare.     
Lo spettacolo filosofico musicale di ieri sera è stato dedicato alla fuga dalle illusioni. Il professore e filosofo Adriano Fabris ha incarnato l’occasione per un confronto senza retorica con le paure e con i desideri inconfessati di un mondo spaventato dalla libertà e dal disordine che essa comporta: “Prendere una decisione vuol dire etimologicamente scegliere la rottura da ogni vincolo, un gesto che ripeteremo sempre dopo la prima volta fino a restare soli con un desiderio, quello di essere liberi. Ma che spavento la libertà!”. Fuga dalla libertà come la fuga da uno stato di minorità imputabile a noi stessi. Siamo liberi di liberarci, recidendo il legame che è implicato nel sottrarsi dal vincolo decisionale. A Fabris è seguito il direttore de “Il Dubbio”, quotidiano del Consiglio Nazionale Forense, Piero Sansonetti,: “possiamo discutere di libertà senza porci il problema dell’incompatibilità fra la libertà e il potere? E senza porci il problema di come il potere in tutte le sue declinazioni si azzarda a frenare la libertà?” Liberazione da una subordinazione, da una dipendenza, da una prigione, la libertà che si ribella alla libertà: Popsophia si è mossa proprio sulle contraddizioni che genera quest’ultima – il nostro più grande desiderio e la nostra più inconfessata paura – dalle distopie tecnologiche di Black Mirror nei video del regista Marco Bragaglia alle trasgressioni libertarie di Jim Morrison, da “I want to break free” dei Queen a “Nella mia ora di libertà” di Fabrizio De André le incursioni musicali della band Factory accompagnate dalla voce recitante dell’attrice Pamela Olivieri.     

In tarda serata alle 23.30 la direttrice artistica Lucrezia Ercoli ha incontrato la giornalista di Wired Maria Laura Ramello sulle fiction più straordinarie del 2017 dedicate alla fuga dalla libertà del mondo contemporaneo: “Lo scopo di queste serie è l’incentivazione alla discussione con il pubblico affezionato: la narrazione è quindi totalmente aperta e la riscrittura esterna sembra interagire con la trama dell’opera che arriva sullo schermo. Prendiamo ad esempio quegli attori che hanno risposto ad alcuni dei video dei fan: la narrazione televisiva ha superato la narrazione letteraria. A partire dalla nuova stagione di Twin Peaks, continuando con la teen drama Tredici fino al Trono di Spade, la produzione HBO che ha segnato la storia del fantasy seriale.

Il quinto spettacolo musicale che chiuderà la VII edizione della rassegna pesarese di Popsophia questa sera domenica 16 luglio sarà guidato dalle parole della giornalista Angela Azzaro e dello scrittore Simone Regazzoni.           
“Ti amo perdutamente”, una fuga in amore da Platone a Patty Smith, una lunga confessione tra Jacques Lacan e Bruce Springsteen sulla libertà e il coraggio di esporsi al più pericoloso e intenso dei sentimenti umani. 
In tarda serata Eleonora Caruso, redattrice di cultura, femminismo e fenomeni pop sulla seguitissima piattaforma editoriale Freeda,interverrà sulla libertà femminile a partire dalla fiction The Handmaid’s Tale. Tratta dal romanzo distopico – in italiano “Il racconto dell’ancella” – dell’autrice femminista Margaret Atwood, la serie televisiva di Bruce Miller è il ritratto di un mondo governato da estremisti religiosi che ha cancellato ogni diritto delle donne; dove la fertilità non è una libertà appagante, ma un imperativo biologico per il ripopolamento del mondo.

 

Tutti gli appuntamenti di Popsophia sono a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

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