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ELOGIU DE LU VRAU MARCHISCIANU. Vademecum in cinque pratici punti
28/08/2017

di Martina Cafarella

Chiusura in bellezza per Biumor in compagnia di Cesare Catà e Piero Massimo Macchini, genii loci nostrani, entrambi di Fermo, che hanno deciso di dedicare questo ultimo appuntamento all’indagine e alla fenomenologia del marchigiano medio.

IL RISO E IL VINO: UN LEGAME ETERNO E INDISSOLUBILE
28/08/2017

di Simone Amabili

Con un brindisi immaginario sulle le divine note di “Libiam nei lieti calici” si chiude la quinta edizione di Biumor con l’ultimo philoshow dedicato al vino e all’ebrezza.

Anche le donne fanno a pugni: conquiste e limiti delle donne alpha
27/08/2017

di Martina Cafarella

In compagnia di Lucrezia Ercoli ed Eleonora Caruso, giornalista, scrittrice e collaboratrice della pagina Facebook Freeda, che sta diventando un punto di riferimento per quanto riguarda la lotta agli stereotipi, si è parlato di un fenomeno Netflix che si propone di liberare la donna dai cliché audiovisivi a cui un secolo di cinema e serie tv ci ha abituati.

LA FILOSOFIA DI LADY OSCAR: la storia di un'anima bella
27/08/2017

di Kaen Eugenio

Grande successo e sala gremita per il primo appuntamento della seconda giornata del festival ideato e diretto da Lucrezia Ercoli, incentrato sulla cultura popolare e sull’importanza che questa possa avere all’interno della società. A tal proposito è stata creata la rassegna COMICS&GAMES – per la prima volta proposta al BIUMOR – che ha visto una lettura in chiave filosofica di uno dei cult dell’animazione degli anni ottanta: Lady Oscar.

 

RIDO DI LUI PERCHÉ SONO IO: DA JERRY LEWIS A FANTOZZI
27/08/2017

di Simone Amabili

Il secondo appuntamento della rassegna Fantozziana dedicata allo studio della maschera di Villaggio si è aperta in maniera molto particolare. Salvatore Patriarca e Alessandro Alfieri hanno prima voluto omaggiare un'altra maschera comica nata negli anni ruggenti di un’America che sta bene ed è abituata a farsi una risata: Jerry Lewis.

IL SORRISO DEL GIOCO E IL GHIGNO DELLA GUERRA: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA
27/08/2017

di Simone Amabili

Il secondo philoshow di Biumor ha voluto far capire che con la guerra si piange e si ride. Con “Lili Marlene” della splendida Marlene Dietrich i tedeschi piangono di fronte ai ricordi evocati da quella melodia, invece gli inglesi si fanno beffe di lei che canta in un’altra lingua per poi cedere con un pianto malinconico.

PHILOSHOW - In viaggio con Fantozzi: lo specchio degli italiani
26/08/2017

di Simone Amabili

Il primo philoshow di Biumor ha celebrato la figura del Ragionier Ugo Fantozzi, incarnato da un grande artista come Paolo Villaggio che per tutti gli italiani era diventato colui che, grazie al suo personaggio, riusciva a rappresentare tutti i sentimenti, i pensieri e le personalità di un popolo intero.

LECTIO POP - L'autoironia e il sorriso: gli strumenti di un Dio d'amore
26/08/2017

di Simone Amabili

Con la Lectio Inauguralis di S.E. Mons. Nazareno Marconi si è aperta la quinta edizione di Biumor, il festival della filosofia dell’umorismo, nella cornice del castello della Rancia, gioiello della bellissima Tolentino colpita dal sisma di un anno fa ma che, grazie alle autorità civili, statali e religiose, “Sua Eccellenza in primis”, sta cercando di ripartire.

FANTOZZIANA - Fantozzi e l'accidia impiegatizia
26/08/2017

di Martina Cafarella

Cos’è che ci fa apprezzare ancora oggi la figura del ragionier Fantozzi, a più di quarant’anni dall’uscita del primo film diretto da Neri Parenti? Non è sicuramente una questione di contesto sociale, e neanche storico. Paolo Villaggio, fin dalla pubblicazione del libro omonimo nel 1971 e dopo aver lavorato egli stesso come dipendente in un’azienda, non racconta la storia di un singolo individuo; non sono la sua storia e la sua vita ad essere rappresentate sullo schermo. 

 

PHILOFICTION - Lo zombie e il terrore dell'uomo vuoto
26/08/2017

di Martina Cafarella

Chi ha paura degli zombie? La notte dei morti viventi, uscito nel 1968, terrorizzò le platee cinematografiche di tutto il mondo, tanto da guadagnarsi il marchio della censura per i minori di 18 anni. Eppure gli zombie rappresentati da Romero sono lenti, inerti, passivi ad ogni stimolo. Certo, il loro sgradevole scopo è avere qualche cervello da masticare, ma non sono così invincibili. Allora, cos’è che ci spaventa tanto?

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