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TAGLIAPIETRA E LA FILOSOFIA DEI CARTONI ANIMATI
Data pubblicazione : 24/07/2019

di Chiara Croce

Domenica 21 luglio, a Popsophia, è stata un ritorno all’infanzia, a quella meraviglia per il mondo che la Disney prima e poi la Pixar hanno catturato nei loro celebri capolavori. Ma che archetipo di pensiero si trova dietro a queste fiabe del XX secolo? Il filosofo Andrea Tagliapietra ha risposto a questa domanda.

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di Chiara Croce

Domenica 21 luglio, a Popsophia, è stata un ritorno all’infanzia, a quella meraviglia per il mondo che la Disney prima e poi la Pixar hanno catturato nei loro celebri capolavori. Ma che archetipo di pensiero si trova dietro a queste fiabe del XX secolo? Il filosofo Andrea Tagliapietra, autore del libro “La Filosofia dei cartoni animati. Una mitologia contemporanea”, ha risposto a questa domanda.

“Verso l’infinito ed oltre” è la famosissima frase di Toy Story. Da questo lungometraggio parte l’analisi di Tagliapietra, che ricorda come in qualsiasi museo archeologico possiamo ritrovare statuette o oggetti che non sono altro che giocattoli d’altri tempi. Ciò a testimone che l’immaginazione che nasce dal giocare sia “la cosa che ci distingue come animali culturali”.

Woody o Buzz Lightyear seguono il progresso di crescita del ragazzo, e nel continuo della saga Toy story possiamo vedere un’evoluzione pedagogica.

Dapprima è entusiasta dei suoi giocattoli per poi dimenticarli quando ormai cresce. Questi giochi, come tutte le cose dell’uomo, sono lo specchio delle sensazioni. Dall’amore all’abbandono.

Secondo Tagliapietra allo stesso tempo, in Toy Story, la Pixar “tematizza l’essere cosa e redime le cose, le restituisce allo sguardo. Ci mostra l’animazione dell’animato”.

Tagliapietra prende a riferimento poi un'altra opera, “The Brave-Ribelle”. Con le note della sua colonna sonora che introducono la seconda tematica affrontata dal filosofo: la rottura degli schemi maschilisti e il richiamo della natura incarnato nella protagonista del film, Merida.

I suoi capelli rossi, sono emblema del suo ribellarsi. Questa chioma richiama alla tradizione antica, perfino evangelica, in cui il cattivo, Giuda, aveva i capelli rossi. Già dal suo aspetto esteriore perciò Merida vuole insegnare ai bambini qualcosa che in qualche modo rovescia l’immagine della principessa dalle buone maniere che siamo abituati a vedere. Adattandosi con tempi e il pensiero mutato del XXI secolo.

In Merida “c’è il civile , la cultura e la natura, quella selvaggia. In questa storia c’è un passaggio uomo-animale” , tanto è vero che la madre di Merida diventa orso.

Questo personaggio di eroina Disney anticonvenzionale ricorda Artemide, la dea della natura, che simboleggia il confine tra ciò che è civilizzato e ciò che è natura.

Nel film di animazione infine la ragazza riesce a ribellarsi alla tradizione maschilista, affrontando il suo essere se stessa e la libertà di manifestarlo. In un connubio tra cultura e natura. Per Tagliapietra, tutto ciò è il grande insegnamento che i recenti film d’animazione Disney trasmettono ai bambini. Andando con i loro strumenti a immaginare e costruire un mondo anticonvenzionale, che si spinga al di là delle categorizzazioni che conosciamo.

 

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