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Madonna: mito postmoderno tra contrasti e trasformazioni
Data pubblicazione : 20/07/2019

di Giada Civetta

Alessandro Alfieri ci ha portato, venerdì 19 luglio a Civitanova Alta, in un viaggio attraverso la carriera infinita di un’icona pop dai mille contrasti. Siamo negli anni ‘80, epoca segnata dalla nascita di una delle figure più importanti del panorama musicale, Madonna.

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di Giada Civetta

Alessandro Alfieri ci ha portato, venerdì 19 luglio a Civitanova Alta, in un viaggio attraverso la carriera infinita di un’icona pop dai mille contrasti. Siamo negli anni ‘80, epoca segnata dalla nascita di una delle figure più importanti del panorama musicale, Madonna.

Ma come è arrivata questa cantante a diventare il “mito postmoderno per eccellenza?” Di sicuro per la sua capacità di mutare il concetto di identità, le contraddizioni. Altro elemento che la contraddistingue, ci ha fatto notare Alfieri, è la trasgressione che ritroviamo anche in Lady Gaga in maniera differente: da una parte un processo di seduzione che passa attraverso il mostruoso, dall'altra Madonna che rappresenta l’icona erotica per eccellenza.

Le prime contraddizioni si notano già dai dischi d'esordio, il look metropolitan da “maschiaccio” erede dell’ondata punk, lo stile toy boy e il look maschile. Da un lato aggressività, dall’altro ingenuità. Definita “un mito che ha segnato le tappe della sua stessa creazione” secondo Georges-Claude Guilbert. Il suo è stato un percorso a spirale fin dai primi dischi, che mostra una continua originalità. Madonna è “pura plastica”, come viene definita dal critico di musica italiana Ernesto Assante, nasconde delle declinazioni molto complesse e stratificate. “Material Girl”, brano della contraddizione, già nel video è un’esaltazione del consumismo ma allo stesso tempo la negazione di questo. Lei, alla fine, resta la ragazza di sempre. Nel video, ha ricordato Alfieri, c'è un riferimento a Marilyn Monroe, vittima del suo stesso successo, mentre Madonna rinnova il personaggio manovrando sé stessa, la sua proposta estetica musicale e gli outfit. Questo le permette di sopravvivere e di gestire lei stessa la macchina commerciale.

L’ album “True Blue” comincia ad essere un disco più sofisticato, un profilo glamour in cui emerge l’erotismo. Con il brano “Papa Don’t Preach” inizia una nuova fase: nel tema delicato dell’aborto emerge il contrasto tra la posizione conservatrice che legittima la scelta di tenere il bambino, mentre il padre rappresenta l’autorità posizione inversa. “Like a Prayer” rappresenta invece la contraddizione tra religione ed erotismo, con il percorso più eretico, cioè la questione religiosa in senso sociale.

C'è è poi un'altra fase con il disco “Erotica”, dove la nudità arriva agli eccessi e la connessione tra religione ed erotismo strumento di emancipazione e di trasgressione assoluta. Ennesima svolta negli anni ‘90, in cui Madonna abbandona la stravaganza e abbraccia una concezione religiosa più buddista-orientale, secondo cui non esistono identità fisse. Tutti partecipiamo a un flusso, e la nostra esistenza deve entrarci e cambiare eternamente.

 

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