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Patriarca e la "vita segreta" di Mark Caltagirone
Data pubblicazione : 02/08/2019

di Alessandra Navazio

E’ il 2 dicembre 2018 quando Pamela Prati, ospite di Barbara d’Urso a Domenica Live, dichiara di aver incontrato il grande amore. Mark Caltagirone. “Una realtà che non è ma potrebbe essere”, riassume, laconico, Salvatore Patriarca durante il Philofiction “Oltre la notizia: la vita segreta di Mark Caltagirone”.

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di Alessandra Navazio

E’ il 2 dicembre 2018 quando Pamela Prati, ospite di Barbara d’Urso a Domenica Live, dichiara di aver incontrato il grande amore, l’uomo atteso da sempre e con cui presto sarebbe convolata a nozze. Tale Mark Caltagirone, imprenditore edile. “Una realtà che non è ma potrebbe essere”, riassume, laconico, Salvatore Patriarca durante il Philofiction “Oltre la notizia: la vita segreta di Mark Caltagirone”. Incontro che si è tenuto venerdì 26 luglio nel chiostro di Sant’Agostino, a Civitanova Alta.

Una realtà costruita meramente dall’atto performativo della parola, con il “mi sposo” che diventa reale solo nel piano della significazione linguistica. E’ “un mondo verosimile legato tanto alla dimensione linguistica quanto al criterio di fiducia dell’ascoltatore”, utilizzando le stesse parole del filosofo.


Non è un caso che, nell’intervista per “Verissimo” del 20 aprile 2019, la Prati evidenzi la religiosità del matrimonio alle porte, lì dove Dio è il punto più alto del criterio di fiducia.

 

E di ambiti linguistici performativi ne ritroviamo molti, al di fuori della sfera televisiva. “Basti pensare a quando lasciamo la macchina del meccanico – immagina Patriarca -, il quale ci dice che si è rotta la pompa dell’olio. E noi, non sapendo nulla di pompe dell’olio, ci fidiamo”.

 

Ma questo caso di gossip è qualcosa di più, qualcosa di sublime. Nuovi particolari arzigogolati arricchiscono di volta in volta i racconti della showgirl, ampliando l’ambito narrativo che finisce con lo straripare su piani diversi: etici, giuridici ed economici. In un climax ascendente, quasi parossistico, la realtà finisce per il bastare a se stessa, perdere il carattere funzionale e diventare quasi oggettiva. Anche per chi la racconta.

 

Stacco. Ellisse temporale. È il 22 maggio 2019 e Eliana Michelazzo, agente di Pamela Prati, dichiara che “Mark Caltagirone non esiste”. La stessa Pamela Prati affermerà, poi, di aver paura, di aver perso l’amore e di essere stata raggirata in un momento di enorme fragilità. Cosa è successo tra il prima e il poi? “Entrambe le parole sono costitutive di realtà”, afferma Patriarca. “E’ stato il classico principio dell’analisi filologica, quello utilizzato anche per i testi sacri, a consentire il segmentare dei pezzi della storia per trovare riscontri nel reale”. Le dimensioni dell’analisi filologica sono, infatti, due: l’ambito dei testimoni e l’ambito documentale. Dimensioni che dal XV secolo analizzano le narrazioni linguistiche per comprenderne la veridicità. E mai hanno fallito. L’inganno, dopo le dovute indagini, non ha trovato conferma né nei sensi di Cartesio, ovvero i testimoni, né tanto meno nello “scripta manent”, cioè le pubblicazioni di nozze e le foto. Si è rivelato per ciò che è sempre stato: un caso di inesistenza. Come volevasi dimostrare.

“Tutti noi, in qualunque momento, sapevamo che il livello di veridicità della storia fosse bassissimo, perché noi stessi sappiamo che la realtà si costruisce in molti modi”, ribadisce Patriarca. E’ stato puro spettacolo, piena cultura pop dove la narrazione è divenuta totalizzante: non più finalizzata ad ingannare, bensì ad intrattenere. E una iperbole surreale e rappresentativa di talemeccanismo è la clip finale con la quale Patriarca ci lascia. E’ un estratto dell’intervista di Pamela Prati, condotta da Mara Venier per Domenica In del 31 marzo scorso. Gli ultimi minuti vedono la showgirl felicemente intenta nell'intonare una cover di “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri: lei stessa è diventata una mamma. Canticchiando “Ma ma ma Mamma Pamela”, pensieri leggeri si affastellano nell’aria del chiostro per poi essere pervasi da un retrogusto agre. Viene da riflettere che i risolini beffardi che si sono dipinti sui nostri volti durante la visione della clip, celino qualcosa. Siamo attratti e per lo più divertiti da storie come quella di Pamela Prati perché, molto probabilmente, lo stare al mondo lo è molto meno.

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