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Viaggio nell’immortalità digitale con Davide Sisto
Data pubblicazione : 27/07/2019

di Giada Civetta

Vivere per sempre? Chi non ha mai sognato di poter raggiungere l’immortalità. L’ esperto tanatologo Davide Sisto ci illumina a Popsophia portando alla luce uno dei temi più difficili da affrontare, quello della morte.

 

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di Giada Civetta

Vivere per sempre? Chi non ha mai sognato di poter raggiungere l’immortalità. L’ esperto tanatologo Davide Sisto ci illumina a Popsophia portando alla luce uno dei temi più difficili da affrontare, quello della morte.

 

Con un episodio tratto dalla famosa serie tv britannica Black Mirror, Sisto ci introduce il discorso dell’immortalità digitale. Nella serie vediamo una ragazza che ha perso il compagno in un incidente stradale. In una fase particolarmente dolorosa, ha la possibilità di usufruire di un programma che le permette di comunicare con uno spettro digitale del suo fidanzato defunto. Questo programma non è altro che una rielaborazione dei dati che la persona che non c’è più aveva condiviso sui social network.

 

Una situazione che ci sembrava tanto lontana oggi è divenuta realtà. Qualche anno fa, due ricercatori hanno cominciato a creare la Total Recall, cioè una “memoria totale”. La loro idea era quella di usare una particolare telecamera per registrare ogni momento della vita quotidiana. Il motivo? automatizzare questo materiale, in modo che quando non ci saremo più tali immagini ci sostituiranno. “Eter9” è una piattaforma che crea invece una nostra controparte virtuale, che dovrebbe imparare da quello che scriviamo, i nostri pensieri o le immagini. Continuando a essere “noi” e interagendo sui social anche quando saremo definitivamente offline.

 

Altro esempio. Un giornalista americano ha deciso di scrivere un libro in memoria di suo padre, malato di tumore. Facendosi raccontare la sua vita e registrandola. Ad un certo punto, a causa del numero elevato di file, il giornalista decise di creare un’applicazione in modo da poter continuare a dialogare con il padre una volta defunto.

 

Siamo di fronte a un tentativo di trasportare l’aldilà all’interno dei nostri dispositivi digitali. È possibile considerare questa immortalità digitale come una sorta di scrigno interattivo dei ricordi, ma ci sono anche degli aspetti negativi da considerare: l’immortalità rappresenta un modo per non elaborare la perdita e ci si auto illude di avere ancora con sé chi non c’è più.

 

Insomma, oggi viviamo un’epoca particolare in relazione al tema dell’eternità. Le tecnologie digitali si sono introdotte in questa relazione e hanno creato situazioni difficili da controllare. Quello che possiamo fare è riflettere sul significato della nostra mortalità, e prendere coscienza che prima o poi tutti andremo incontro al nostro destino. Potremo così accettare lo sdoppiamento digitale o andare incontro a una cremazione dei dati digitali. Facendo sparire la nostra identità. Sta a noi la scelta.

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