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LA GIUSTIZIA TRA DISTOPIA E FANTASCIENZA
Data pubblicazione : 17/12/2018

di Milena Cassano

Sabato 17 novembre il Philoshow di Philodiritto, “Giustizia immaginaria, gli incubi della Legge tra distopia e fantascienza”, Ha visto sul palco del Teatro Lauro Rossi due ospiti d’eccezione, il professore Adriano Fabris e il penalista Gaetano Insolera.

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Sabato 17 novembre il Philoshow di Philodiritto, “Giustizia immaginaria, gli incubi della Legge tra distopia e fantascienza”, ha visto sul palco del Teatro Lauro Rossi due ospiti d’eccezione, il professore Adriano Fabris e il penalista Gaetano Insolera.

L’utopia è un posto irreale fuori dalla storia mentre la distopia è l’incubo che entra nella storia, nel tempo. I problemi del presente vengono così proiettati nel futuro, in una società dove la tecnologia permette di realizzare l’utopia, con conseguente decadimento  di tutte le libertà individuali. Che cos’è allora la libertà?

Il primo significato della libertà è quello di rompere i legami, gli schemi e i meccanismi che ci intrappolano. Questo però porta a una grande sensazione di disorientamento a cui consegue la grande paura di non sapere cosa farcene in fondo di una libertà così tanto agognata.  Abbiamo bisogno di libertà ma siamo disposti fin troppo facilmente a rinunciarci perché essa è anche un peso e deve essere orientata. Allora con cosa barattiamo la nostra libertà? Con un po’ di comodità, di sicurezza, di rassicurazioni, in grado di acquietare la nostra paura primordiale. Kant in “Che cos’è l’Illuminismo?” scrive che “La libertà è l’uscita da uno stato di minorità imputabile a noi stessi”: questo perché l’essere umano è solo al centro dell’universo e non può imputare colpe a nessuno se non a sé stesso. La distopia ci apre dunque ad una sorta di schizofrenia: da una parte siamo liberi, dall’altra abbiamo paura della libertà e siamo disposti a barattarla per sicurezza e comodità, diventando così dei servi volontari. L’essere umano è al centro di tutto ma non è in grado di poter fare tutto. Può però fare ciò che ritiene giusto: ed è proprio questo il significato del diritto, esercitare la libertà secondo giustizia.

 

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