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Apocalipse Now: Philodiritto indaga lo stato di guerra
Data pubblicazione : 17/12/2018

di Milena Cassano

Il primo Philoshow della seconda edizione di Philodiritto “Apocalipse Now, lo stato di eccezione tra filosofia e diritto” ha indagato il fenomeno della guerra inteso come momento di caos e perdizione, capace di far vedere l’oscurità che è insita da sempre in ogni uomo.

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Il primo Philoshow della seconda edizione di Philodiritto “Apocalipse Now, lo stato di eccezione tra filosofia e diritto” ha indagato il fenomeno della guerra inteso come momento di caos e perdizione, capace di far vedere l’oscurità che è insita da sempre in ogni uomo. Lo scrittore e filosofo Simone Regazzoni inizia il suo intervento partendo dalla letteratura occidentale, la quale comincia proprio con un evento bellico: l’Iliade. La filosofia, all’origine, si interroga su che cosa sia la guerra: Platone si interroga sulla guerra, non chiedendosi se sia un bene o un male, ma sulla sua genesi, mentre Eraclito dirà che la guerra è padre e sovrano di tutto. La guerra produce delle trasformazioni sulla società poichè essa tiene insieme e mescola tutte le cose, ma al tempo stesso riesce a generarne altre: la pace si limita ad essere solo una pausa in quel caos che porta alla guerra.

Il penalista Luigi Stortoni considera il binomio guerra e diritto un ossimoro. La guerra è violenza, irrazionalità mentre il diritto è l’opposto, cioè razionalità e soluzione di conflitti che ha la capacità di trasformare lo scontro in confronto. È molto pericoloso mischiare guerra e diritto, perché in questa maniera il diritto si trova ad essere fagocitato dalla guerra e diventa violenza.  Se la guerra diventa operazione di giustizia, non solo si tenta goffamente di giustificarla, ma si crea anche un grave danno all’interno della società: infatti se il nemico diventa il delinquente, allora anche un qualsiasi delinquente diventa un nemico, non più un deviante che deve essere risocializzato. La teoria del nemico interno mischierebbe così diritto e guerra con gravi e pericolose conseguenze: infatti se esiste un nemico interno, esso non godrà più dei diritti che spettano al cittadino, perché ormai ne è al di fuori. A questo punto, i principi umani fondamentali vedranno così  la loro inesorabile sconfitta.

 

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