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Fascisti immaginari: ecco, arriva Ufo Robot
Data pubblicazione : 26/08/2018

di Maria Chiara Lorenzini.

In una società che ha cancellato gli eroi, e che è fatta di pensatori, intellettuali, leader e agitatori politici, nel 1978 approda sui nostri schermi Goldrake atlas Ufo Robot:un cartone che chiude un’epoca per aprirne un’altra. Ivo Stefano Germano ce lo ha raccontato a Biumor 2018. 

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È il 1978. L’Italia è in pieno fermento. Anni difficili, quelli, anni che vedono gruppi politici dividersi e affrontarsi, o il susseguirsi di attentati terroristici.

In un clima come questo, approda in Italia Goldrake, altrimenti conosciuto come Atlas: Uforobot, un cartone che chiude un’epoca per aprirne un’altra. Con la sua sigla che è ormai diventata proverbiale, tanto si è radicata nell’immaginario collettivo, e i suoi colori sfavillanti, Goldrake fa innamorare di sé. Nel suo nome unisce due assi portanti che si richiamano al futuro, all’avvenire: l’ufo, e quindi l’idea che ci possano essere altre vite nello spazio, e il robot, quindi il trionfo della tecnica e della tecnologia. Affascina perché è fortemente moderno, anticonformista, in quanto si fa portatore di un nuovo modo di pensare che vede l’individuo al centro di tutto, non le ideologie, né tanto meno il senso comune.

Un po’ come Tex, Goldrake, principe di un altro pianeta, dona se stesso per salvare una comunità, un mondo – quello dei terrestri – che non è suo, e non conosce neanche. Come Tex, inoltre, è un personaggio quasi ambiguo, e questo lo porta a trovarsi al centro di un vespaio di polemiche.

Si comincia a vociferare che Goldrake, signore della guerra, porti la violenza dentro le case; che, combattendo strenuamente, sia molto più vicino al Superuomo descritto da Nietzsche che alle leggiadre icone del pensiero della Marvel; che, infine, sia un fascistoide. I suoi valori divengono improvvisamente disvalori, ora sembra quasi che la filosofia di Goldrake si fondi su un’idea che vede la guerra e la violenza come mezzo di emancipazione dell’individuo.

Goldrake sembra quindi essere fatto a pezzi e marchiato con una lettera scarlatta che lo segna come “pericoloso”, fino a quando non interviene Gianni Rodari. Con semplicità, questo celebre scrittore che ha reso migliore l’infanzia di tutti con i suoi indimenticabili testi, afferma che in realtà Goldrake è un po’ come Ercole. Il suo modo di procedere è fatto di ostacoli, ingombri, impedimenti: Goldrake vince con la fatica, in una storia che non è fumetto ma epica. In più, questo personaggio variopinto agisce come un balsamo su quell’Italia ferita e piegata, ripristinando la figura dell’eroe in una società che ha cancellato gli eroi, e che è fatta di pensatori, intellettuali, leader e agitatori politici. Parla del futuro, lasciando intendere che, al contrario delle distopie che sussurrano “peggioreremo”, noi, invece, “miglioreremo”.

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