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di Laura Anna Macor
(in La "Dante" a Padova, notiziario della società Dante Alighieri - aprile 2012)

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Recentemente si fa un gran parlare di “filosofia pop”, “pop-sophia”, “filosofia sagittale”, “phil-com”, e chi più ne ha più ne metta. Dal Corriere della Sera al Resto del Carlino, passando per Il Secolo IXI, Il Giornale e Affari italiani, nell’occhio del ciclone sono finite le ultime tendenze culturali che fanno di film, serie tv, videogiochi e fumetti un oggetto adeguato per l’analisi teorica al pari dei più tradizionali Platone, Aristotele e Kant.

 

Nel coacervo di offese e rimbalzi sarcastici a cui si assiste non senza un certo divertimento, un po’ di confusione sembra inevitabile. In fondo, se da un lato è intuitivo pensare che la filosofia debba potersi, e soprattutto, debba sapersi confrontare con l’intero spettro dell’umano per come esso ci si presenta oggi, dall’altro è altrettanto intuitivo nutrire qualche dubbio sulla serietà di analisi sull’ermeneutica del porno o sul potenziale teorico dello shopping. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

 

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Venerdì 03 Febbraio 2012 12:05

DIBATTITO - Chi ha paura della Pop Filosofia?

di Simone Regazzoni

new york post fooled by lady gaga slavok zizek hoax-460x307Uno spettro si aggira per il mondo della cultura globale, penetra nelle accademie, prende corpo nei festival: lo spettro di una filosofia il cui amore si infiamma per la cultura di massa. Un amore di cui il presunto flirt tra la star internazionale della pop filosofia, Slavoj Žižek, e la pop star Lady Gaga è la sintesi perfetta. Era inevitabile che la scintilla tra la regina dei saperi e il lato per lungo tempo considerato cattivo, basso, indegno, della cultura del Novecento sbocciasse.

Lo aveva previsto il grande filosofo francese Gilles Deleuze, che affermò di aspirare a una  “pop filosofia” intesa come una filosofia impura, che usa oggetti insoliti e considerati illegittimi per costruire concetti; una filosofia simile alla Pop Art che, facendo indignare molti critici, fece uso di oggetti considerati senza valore artistico per creare opere d’arte. D’altra parte, già Benjamin, nel 1929, scriveva: “L’arte popolare e il kitsch ci permettono di vedere a partire dalle cose”.

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Lunedì 06 Febbraio 2012 18:07

DIBATTITO - Slavoj Zizek e la Pop Filosofia

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("Affari italiani" - martedì 31 gennaio 2012)

Dopo il botta e risposta tra Simone Regazzoni ed Edoardo Camurri sull'idea che il metodo e l'analisi filosofica possano essere applicati a fenomeni pop (come le serie tv e i videogiochi), il grande filosofo sloveno Slavoj Zizek, hegelian-lacaniano e convinto sostenitore della pop filosofia, scende in campo: <<Quello che gli studi hegeliani mi hanno insegnato è che le cose non vanno mai recepite come verità date, ma valutate criticamente e messe in gioco. Se il nostro approccio non sarà questo, rimarremo inchiodati alla tradizione e alle ideologie...>>

 

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di Francesca R. Recchia Luciani
("Affari Italiani", Lunedì 6 febbraio 2012)

La Pop-filosofia introduce nuova linfa in un corpo semimorto o comunque certamente non in buona salute, contribuendo a svecchiare e internazionalizzare la stantia, stanca e asfittica discussione accademica nazionale. Per
l'esercizio filosofico, infatti, il confronto col contemporaneo non è un passatempo, ma un obbligo, un dovere istituzionale la cui inadempienza comporta l'automatico consegnarsi alla polvere delle biblioteche e al dimenticatoio della storiografia filosofica. Per una filosofa che da una prospettiva di filosofia di genere si occupa dell'idea corrente della donna e del femminile nelle società contemporanee, Sex & the City è più istruttivo e teoricamente stimolante di un trattato antropologico o di un saggio sociologico [...].

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di Marcello Veneziani  -  "Il giornale" - 06 febbraio 2012

Il pensiero non deve essere élitario né compiacere le masse. Solo così può tornare alle origini smentendo i suoi «becchini»

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Che succede alla filosofia dopo che i filosofi hanno certificato il suo decesso? Con esemplare masochismo, i filosofi hanno dichiarato morta la propria materia di studio. In principio furono Foucault e Derrida, Marcuse e Lyotard, e ciascuno a suo modo decretò finita la filosofia.

[...]

Ora invece ci sono i teorici della pop filosofia, tra cui il brillante Simone Regazzoni che scrive di Pop filosofia o di Pornosofia. [...] Non si contano poi i tentativi di applicare la filosofia ai mari e ai monti, al passeggiare e al camminare, al vino e alla musica pop, al jukebox e al calcio, al cinema, al sesso e al caffè. Da Francesco Tomatis a Duccio Demetrio, da Massimo Donà a Giancristiano Desiderio, sono in tanti che in Italia - con diverso esito, ma solitamente gradevole - portano la filosofia in gita fuori porta. E ci sono festival ad hoc come Popsophia a Civitanova Marche.


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Domenica 12 Febbraio 2012 11:18

DIBATTITO - Outing ‘popsofico’

di Evio Hermas Ercoli - "Il resto del Carlino" - 10 febbraio 2012

429754 3137113347992 1269606982 33337219 1327594066 nIl dibattito su Popsophia è inevitabile, anzi è auspicabile. Siamo solo agli inizi di una lunga e spietata battaglia delle idee.

Quando presentammo Popsophia passarono inosservate le tre principali considerazioni che svolgemmo in quel dicembre 2010:

      -  la Popsophia è un genere, non è un evento, ma un’impostazione culturale;

      -  Popsophia rovescia la gerarchia storica dei saperi su cui si fonda la cultura italiana;

      -  Popsophia combatte il conformismo ed il conservatorismo della cultura ufficiale.

Solo oggi questi tre punti sono chiari. La prima edizione del festival doveva portare a Civitanova, città moderna per antonomasia, la pop filosofia. Già Tuttoingioco aveva dimostrato come la città avesse una straordinaria vocazione alla contemporaneità.
L´idea di fondo della filosofia pop è che non c´è niente di intoccabile: nulla di tanto alto da non poter essere criticato, nulla di così basso da non meritare una considerazione filosofica.

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curidi Umberto Curi - "Affariitaliani.it" - 09 febbraio 2012


"Nelle sue origini, e nel suo statuto più proprio, la filosofia è pop-sophia. Anzi: se vuole davvero restare fedele alla sua ispirazione iniziale, e intende valorizzare ciò che peculiarmente la caratterizza, rispetto ad altre attività intellettuali, la filosofia  non può essere altro che  pop-sophia. La filosofia nasce pop. I primi filosofi erano, in realtà, sophoi, e cioè sapienti, e tali erano considerati dai loro contemporanei e concittadini non già perché coltivassero lo studio di una disciplina particolare,  ma perché vivevano nella loro comunità come soggetti impegnati a far prevalere la riflessione razionale, rispetto all'ignoranza, alla superstizione o all'idolatria. Quindi la filosofia pop è tuttaltro che una novità".

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