456, la fiction ai tempi della crisi. Intervista a Massimo De Lorenzo
Dallo show di Serena Dandini, il Pater familias più inquietante della tv
di Emanuela Sabbatini
In “Agrodolce”, fiction di Rai 3 ambientata a Lumera, paese di fantasia della Sicilia, vestiva i panni di Felice Randazzo, il professore goffo e un po' burbero del liceo Sciascia. In “Boris”, serie tv sui generis, impersonava invece lo sceneggiatore della strampalata fiction televisiva italiana “Gli occhi del cuore”. Oggi lo ritroviamo su La 7 all'interno del programma di Serena Dandini “The show must go off”, con 456, spettacolo firmato da Mattia Torre. Stiamo parlando di Massimo De Lorenzo, il Pater della famiglia più soffocante della tv italiana.
Sì, 456 come i metri quadri di campagna buia e desolante che circondano la casa di questa serrata microcomunità del sud formata da padre, madre e figlio. Ironia e tragedia si mescolano per raccontarci il Vecchio Stivale, con le sue abitudini e le sue universali grettezze. Il desiderio di morte, la paura, la gerarchia patriarcale, l'ignoranza, il diverso come pericoloso, il cibo, la fede, i giovani, l'immobilismo...
Affascinati e insieme sarcasticamente preoccupati da questo inusitato spaccato, abbiamo voluto fare quattro chiacchiere con lui.
Televisione e filosofia - SIMONE REGAZZONI
LE IDEE DI MARZO - 23 marzo 2012, Civitanova Marche
Il filosofo Simone Regazzoni parla del rapporto tra TELEVISIONE E FILOSOFIA
Popsophia due giorni di eventi - Corriere Adriatico - 22/03/12
Simone Regazzoni. Filosofiction
Se il libro tesse la sua trama costruendo quella finzione che si fa racconto, oggi la fiction assembla tasselli di contemporaneità a partire dalla realtà. Siamo nelle terre della Filosofiction, nella seconda serata di ieri al Chiostro di Sant’Agostino in compagnia dell’inventore della pop filosofia, Simone Regazzoni. Ancora una volta, la filosofia scende in strada e si chiude alle spalle le porte dell’accademia. È nell’ossimoro pop-filosofia che si esplica il fondamento teorico dell’intero festival: una estrema follia contemporanea che lega il cambiamento del mondo e della società, all’indagine filosofica.
Simone Regazzoni. La filosofia di Lost
di Emanuela SabbatiniFilosofia della paura: "American horror story" e il fascino dell'orrore
di Lucrezia Ercoli
La paura è sempre paura di ‘qualcosa’. La paura, cioè, ha sempre un oggetto determinato: abbiamo paura di una persona, di un oggetto o di una situazione. Siamo spaventati da qualcuno che mina la nostra sicurezza, temiamo gli oggetti che minacciano la nostra sopravvivenza, sospettiamo delle realtà che mettono in discussione le nostre certezze.
Ci piace pensare che questo ‘qualcosa’, l’oggetto di questa emozione destabilizzante, sia sempre esterno a noi stessi. Ci tranquillizza sapere che possiamo rifugiarci in un posto sicuro e allontanare l’oggetto terrorizzante. Una volta scomparso l’elemento perturbante la nostra paura svanisce con lui.
Ma che cosa succede quando la paura non è esterna? Dove nascondersi se ciò che ci spaventa non è fuori dalla porta, ma dentro la nostra casa? Come eliminare la paura se il suo oggetto non è fuori di noi, ma dentro di noi?
No more happy endings
“Once Upon a Time” e la ricerca della felicità
di Giulia Caminito
Gli States macinano telefilm come granelli di caffè e bisogna continuamente tenerli d’occhio per seguire le loro evoluzioni. In questa stagione la ABC ha dato vita a un nuovo interessante progetto e quale miglior marchio di fabbrica se non quello dei gli scrittori di “Lost”, telefilm culto dell’ultima generazione?
Nessuna isola e nessuna nuvoletta nera assassina, fortunatamente.
“Once Upon a Time”, come da titolo, si occupa del mondo delle favole, targate Walt Disney senza ombra di dubbio, tanto per ribadire che l’immaginario collettivo è quello americano. Peccato, Collodi, sarà per un’altra volta.
Festival del contemporaneo
IL FESTIVAL
Popsophia è il primo appuntamento nazionale della filosofia che si trasforma in filosofia popolare o pop filosofia. Il format del festival rende l'intrattenimento cultura. Attraverso la voce di pensatori illustri, critici, opinionisti e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura Pesaro diventa un laboratorio per capire, declinare e approfondire il mondo della contemporaneità.
La battaglia delle idee arriva nella popular culture usando le armi migliori che la filosofia ha a sua disposizione: dal pensiero critico alla decostruzione. Nella splendida Rocca Costanza, una cinque giorni, dal 3 al 7 luglio 2013 per svolgere le problematiche della pop filosofia, valorizzare le forme del pensiero attraverso la libera circolazione delle idee e la diffusione della filosofia e delle arti in genere, emancipando la somma scienza del sapere dal vincolo aprioristico che divide la cultura in alto e basso.
“La filosofia indaga il pop e il pop racconta la filosofia”, in un circolo che non esclude nessuno dei fenomeni popolari dall’occhio attento del pensatore contemporaneo.
LA SPIRALE
La Spirale è un simbolo di movimento della vita che continua, avanti e indietro. Un sistema dinamico che, a seconda di come lo si considera, si avvolge oppure si svolge, si dirige verso il centro o se ne allontana. Disegnata in deosil (senso orario), la Spirale attira energia verso di noi; disegnata in widdershins (senso anti - orario) allontana da noi le energie negative. Simbolo antichissimo racchiude in sé il concetto di espansione, crescita, sviluppo.
Simboleggia il viaggio interiore; la strada da seguire per entrare in se stessi e trovare la luce interiore mentre al contrario è il sentiero che dobbiamo percorrere per giungere al divino. La spirale raffigura lo scorrere e il fluire dell'energia; ritrae il sole nel suo movimento del cielo, che ogni sera sprofonda nell'oceano a occidente per riapparire il mattino seguente a oriente. In relazione con l'idea della morte e della rinascita. Simbolo dell'evoluzione storica, dei corsi e ricorsi, dell’eterno ritorno del sempre uguale.
In Popsophia simboleggia il pensiero che si svolge e si avvolge intorno ai temi della contemporaneità.
IL TEMA
“Non c’è eroe senza pubblico”
André Malraux, La speranza, 1937
“Popsophia, edizione 2013” verterà su un nuovo tema: antieroi.
La contemporaneità è una società senza eroi, senza mitologia, senza epica? Il mondo in cui viviamo è incapace di produrre nuovi punti di riferimento che veicolino i comportamenti eroici che muovono l’agire umano?
Popsophia si propone di rintracciare, in mezzo alle infinite sollecitazioni del presente, l’immaginario mitopoietico della contemporaneità. Ogni giorno si declinerà il tema da un punto di vista diverso con lo scopo di ridefinire i confini dell’antieroismo del contemporaneo.
L'associazione
POPSOPHIA è un’associazione culturale con durata illimitata di promozione sociale, senza fini di lucro e con esclusione di ogni interesse ideologico, politico, professionale e commerciale, fra appassionati di arte, musica e cultura.
Gli scopi sono quelli di favorire “la filosofia che indaga il ‘pop’ ed il ‘pop’ che racconta la filosofia” e di valorizzare le forme del pensiero attraverso la libera circolazione delle idee e la diffusione della filosofia, e delle arti in genere.
L'associazione POPSOPHIA promuove:
Attività culturali: organizzazione, promozione e realizzazione di eventi culturali (manifestazioni e festival) convegni, conferenze, dibattiti, rassegne, mostre, spettacoli ed esposizioni, concerti, proiezioni di film e documentari, seminari di sensibilizzazione e approfondimento;
Attività didattica e di formazione: corsi di aggiornamento, corsi di perfezionamento, istituzioni di gruppi di studio e di ricerca;
Attività editoriale: produzione, pubblicazione e divulgazione di testi, stampati, riviste d’approfondimento, periodici, materiale didattico, pubblicazione di atti di convegni, di seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute e quant’altro attinente gli scopi sociali, in proprio o tramite imprese editoriali; Realizzare materiale stampato, audio, video e media per la presentazione dell’associazione e per la diffusione dei suoi scopi e delle sue attività;
Attività di ricerca: elaborare, autonomamente o su incarico di Enti Pubblici e privati, studi, ricerche; promuovere ogni attività di ricerca e analisi inerente la pop - filosofia anche tramite la creazione di un centro studi e di raccolta dati.






