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Martedì 24 Luglio 2012 09:51

DIARIO POP CRIME. C.S.I., scena del crimine

di Simona Damen


csi1Grande successo di pubblico, presso la Pescheria Vecchia di Civitanova Alta, per il secondo appuntamento della rassegna POP-CRIME, dedicato al tema della morte nella serie televisiva CSI. Attraverso la proiezione di tre video tratti dalle tre serie del fortunato telefilm, si sono messi in evidenza le caratteristiche che hanno reso questa fiction un cult televisivo degli ultimi dieci anni.
Perché la filosofia ed il diritto dovrebbero interessarsi a CSI?  Hanno risposto i due protagonisti della serata il filosofo Adriano Fabris docente di Etica della Comunicazione, presso l’Università di Pisa, e l’avvocato penalista Enzo Maiello, ordinario di Diritto Penale alla Federico II di Napoli.
di Valerio Marconi


Il weekend della rassegna scientifica, questa domenica, si è concluso con l’accurata ricostruzione, mediante le foto dell’epoca e i diari di Scott, della corsa al Polo Sud conclusasi tragicamente per gli inglesi e vittoriosamente per i norvegesi all’inizio del 1912.
Claudio Bernacchia ci ha guidato attraverso il “dietro le quinte” delle due spedizioni rivali che partirono nel 1911 dai rispettivi campi sulle coste antartiche, quella inglese di Scott e quella norvegese di  Amundsen.
di Valerio Marconi


gambini1E’ appena finito il secondo weekend lungo di Popsophia, che sabato ci ha offerto un viaggio concreto ed astratto al tempo stesso nella recondita geometria della sfera. Le geometrie non-euclidee sono fondamentali per la geografia e la geodesia, ma non solo. La geometria della relatività generale, quella che ci spiega o che tenta di spiegarci l’universo, è una geometria non-euclidea.

Sotto la guida di Alessandro Gambini, bambini e pure adulti stupefatti hanno visto messi in bilico alcuni degli assunti fondamentali della geometria euclidea, quella che per molti di loro era "la geometria", in una discussione che dalla controversa definizione di punto si è conclusa col tentativo di definire l’infinito in matematica.
di Valerio Marconi


de signoribusVenerdì sera la rassegna sui misteri delle nostre terre è, per certi aspetti, ripartita da dove ci aveva lasciati la settimana scorsa: nel tessuto di racconti e leggende popolari si sente forte l’intreccio tra residui pagani e religiosità cristiana. Si è sottolineato come la Madonna, in quanto donna, venisse accostata alla figura della strega: della donna in contatto con poteri oscuri e misteriosi, in grado di allontanare il male e il malocchio, e proprio per ciò ad essi indissolubilmente e strettamente legata. Antonio de Signoribus ritorna sul luogo del delitto con “Segreti e Storie popolari delle Marche”, dopo “Fiabe e Leggende delle Marche” e “La meraviglia del borgo”.
di Emanuela Sabbatini

tonello“Ho a casa numerosissimi pezzi Apple, dal primo Machintosh prodotto, sino all’ultimo Ipad”. In una frase l’attenzione del politologo Fabrizio Tonello a tutti gli strumenti della tecnologia. Eppure la sua tesi, quella presentata ieri pomeriggio all’Hotel Miramare all’interno della rassegna Pop Economy, sembra dipartirsi da ogni immediato entusiasmo per le “intelligenze artificiali” e i servizi che offrono. Al centro del dibattito intitolato “L’età dell’ignoranza, esiste democrazia senza cultura” c’è infatti la rete, quella che culla il sapere e, insieme, quella che lo fa inciampare.

Il punto infatti non è tanto la demonizzazione di internet, lungi dal professore tale bieco approccio, ma il fatto che tale strumento venga sempre caricato di aspettative che, ahimè, il mezzo non può attendere. Tonello si riferisce alla capacità di insegnare. Il perché è quasi empirico: per imparare qualcosa, dal suonare uno strumento a parlare una lingua straniera, occorre tempo e fatica. Internet offre la sensazione di ottenere la conoscenza in un tempo di immediatezza che nulla ha a che vedere con la lentezza e la fatica dell’imparare.
di Federica Nardi


nappiLa venuta della pornodiva Valentina Nappi a Civitanova Alta è stato uno degli eventi più controversi del primo week-end di Popsophia.
Ma ciò di cui vorrei parlare non è né la conferenza in sé, né il porno, ma le reazioni e i commenti del pubblico prima e dopo il fattaccio. Perché si sa, il porno è un fattaccio, una cosa di cui non si può parlare, che non può essere mostrata pena lo scandalo. E' una cosa squallida.
Eppure prima della conferenza, non si parlava d'altro. Tutti e dico tutti (specie gli uomini), non vedevano l'ora di assistere al disvelamento teoretico della nostra giovane Valentina, di colmare questo spazio reale tra lo schermo davanti al quale fantasticano e godono e l'oggetto del desiderio. La controversia si fa reale: le pornodive esistono in carne e ossa. Non sono solo immagini proiettate in streaming nella penombra della cameretta, ma camminano, parlano, mangiano, sono concrete. Sono di una carne languida, ma sempre e soprattutto umana.
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